Quali sono gli aspetti importanti per chi acquista imballaggi? E quali informazioni generali e bisogni specifici, spingono i clienti a decidere su un tipo di imballaggio invece di un altro?
Abbiamo raccolto alcuni dati generali sul settore e sulle previsioni, emersi anche nell’intervista al Presidente del CONAI, Capuano che, in breve, punta su un aspetto prioritario: la necessità di ricorrere al riciclo e, quindi, ad imballaggi eco-sostenibili.
Imballaggi ecologici in crescita
Le aziende, d’altra parte, sono già indirizzate verso questa scelta, visto il trend di crescita di imballaggi green degli ultimi anni.
Secondo un rapporto di Bain & Company, il mercato globale degli imballaggi riciclabili ha raggiunto i 31,82 miliardi di dollari nel 2022 e si è aggirato intorno ai 34,06 miliardi di dollari nel 2023. Il tasso di crescita annuale composto registrato è pari al 71%. Le stime indicano che potrebbe toccare i 40,5 miliardi di dollari entro il 2027.
Sostenibilità: obblighi di legge e buonsenso
Le aziende non stanno adottando pratiche sostenibili solo per moda, ma anche perché sempre più leggi lo impongono. Il Regolamento UE 2022/1616 sui materiali a contatto con gli alimenti stabilisce regole ferree sui materiali riciclati, mentre la Direttiva SUP (Single Use Plastics) ha già messo fuori gioco piatti, posate e cannucce di plastica usa e getta. Non è solo una questione di “greenwashing”, ma di adeguarsi a un mercato che chiede prodotti con un’impronta ecologica ridotta.
Marchi come PepsiCo e Unilever hanno già virato su packaging compostabili o ricaricabili, perché sanno che chi non si adegua rischia sanzioni e perdita di clienti.
ESG: non solo chiacchiere, ma soldi veri
Sempre più aziende fanno sul serio sulle tematiche ESG (Ambientali, Sociali e di Governance), anche perché senza certificazioni come ISO 14001 (ambiente) o SA8000 (responsabilità sociale) rischiano di restare fuori dai giochi.
Gli investitori guardano con attenzione a chi rispetta certi standard, e i finanziamenti agevolati della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) o del PNRR vanno solo a chi dimostra impegni concreti.
Il caso Patagonia, che ha inserito la sostenibilità nel suo modello di business, dimostra che questa strada paga anche in termini di immagine e fedeltà dei clienti. Alcuni dettagli:
Patagonia ha ridotto le emissioni di CO2 del 18% per la stagione Autunno 2020, corrispondenti a 1500 tonnellate di CO2 in meno emesse nell’aria, grazie all’impiego di una percentuale di nylon riciclato del 67% sul totale del tessuto in nylon utilizzato.
Inoltre, utilizza materiali riciclati nel 72% delle sue collezioni e la totalità del cotone che produce per le proprie collezioni è coltivato biologicamente. Gli imballaggi utilizzati per confezionare i capi, sono egualmente riciclabili al 100%.
Innovazione: il futuro passa dalla tecnologia
Nel settore dell’imballaggio, chi innova vince. La tracciabilità digitale con blockchain, per esempio, permette di garantire trasparenza su provenienza e riciclo dei materiali, come sta facendo Nestlé. La stampa 3D sta rivoluzionando la produzione di packaging su misura, mentre l’uso di biopolimeri sta riducendo la dipendenza dal petrolio. La normativa sui MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con Alimenti) impone controlli sempre più stringenti, e chi non si aggiorna rischia di trovarsi con prodotti fuori mercato.
Efficienza operativa: meno sprechi, più profitti
Ottimizzare i processi produttivi significa ridurre costi e impatti ambientali. L’Industria 4.0 e l’uso di macchinari automatizzati hanno già tagliato sprechi di materia prima e consumi energetici.
Alcune aziende stanno adottando il Lean Manufacturing, riducendo scarti e migliorando la produttività, mentre la normativa europea sulla responsabilità estesa del produttore (EPR) spinge a rivedere tutto il ciclo di vita del packaging per minimizzare gli impatti.
Gestione delle risorse umane: senza squadra non si gioca
Altro aspetto basilare, nella catena che va dalla produzione allo smaltimento, è la competenza specifica delle risorse umane impiegate.
Una buona organizzazione interna è essenziale per affrontare queste sfide. La formazione continua dei dipendenti sulle normative e le nuove tecnologie è fondamentale. Il Regolamento REACH impone attenzione ai materiali utilizzati, e senza personale preparato si rischia di finire nei guai.
Molte imprese hanno introdotto programmi di upskilling per aggiornare il personale sulle nuove direttive ambientali e tecnologie emergenti, perché la sostenibilità non si fa solo con buone intenzioni, ma con competenze concrete.
Il nostro orientamento e i nuovi prodotti ecologici
Siamo un’azienda relativamente nuova, ma che impiega, oltre a giovani e preparati addetti, anche persone con decenni di esperienza nel settore.
Ci aggiorniamo periodicamente sulle nuove direttive, come sugli orientamenti del mercato ed acquisiamo via via le competenze necessarie (per i nuovi macchinari, i servizi e sui nuovi prodotti disponibili), per essere all’altezza dei clienti più esigenti.
Ma anche perché abbiamo scelto sin dall’inizio una linea di lavoro sostenibile, con prodotti il più possibile ecologici, perché ci sentiamo impegnati in prima persona nel mantenere il nostro territorio pulito.
Attraverso le nostre campagne a favore del riciclo, ma anche con le promozioni sui prodotti sostenibili, cerchiamo di dare ispirazione e risorse concrete, perché l’obiettivo di vivere in modo più ecologico lo si raggiunge insieme.
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